IL GIOIELLO DELLA CULTURA SALODIANA

Il MuSa, inaugurato nel giugno 2015, attraverso le raccolte, l'allestimento e ancor più attraverso le iniziative che ne faranno un luogo vivo della cultura, vuole essere un luogo in cui raccogliere, interpretare, comunicare alla comunità e a quanti visitano Salò e il Garda, l'identità della città, i suoi tesori, il suo contributo alla storia nazionale. Il museo riaprirà a fine marzo

LE NOVITA’ DEL MU.SA.

Oltre a collezioni artistiche e scientifiche di rilievo ed esposte permanentemente, ospita mostre temporanee di ogni genere. Lo scorso anno è stata inaugurata la nuova sezione del Civico Museo Archeologico Anton Maria Mucchi che dà spazio a un patrimonio sinora inutilizzato, quello della civiltà romana sul lago di Garda. Da questa sezione partirà dunque il percorso della visita che – di piano in piano, di epoca in epoca – fa rivivere la storia millenaria di Salò, non come nucleo isolato ma come tassello non secondario della storia d’Italia e d’Europa.

Nel complesso di Santa Giustina si trova anche il Museo del Nastro Azzurro. Fondato nel 1949, esprime l’impegno dell’Istituto del Nastro Azzurro fra Combattenti decorati al Valore Militare, che nacque nel 1923 per riunirli e ricordarne l’eroismo e trae il nome dal nastro delle decorazioni al valore. Sino al 2015, il museo era ospitato da Palazzo Fantoni. Le raccolte, continuamente accresciute, comprendono testimonianze e documenti dei decorati non solo salodiani, reliquie risorgimentali e dai fronti della I e della II Guerra Mondiale, armi, uniformi. Il museo è di proprietà della Federazione della Provincia di Brescia del Nastro Azzurro che lo gestisce. Alcuni cimeli – di particolare rilievo per la storia di Salò – sono stati concessi in deposito al MuSa e sono visibili nel tour museale. Il percorso prende avvio con le campagne napoleoniche (notevole la borraccia di Domenico Grisetti) e, attraverso le lotte risorgimentali e garibaldine che videro l’intensa partecipazione dei volontari salodiani, affronta la tragedia della Prima Guerra Mondiale, dalle cui ferite nacque l’Istituto del Nastro azzurro e l’idea stessa del Museo, e della Seconda, per la quale offre anche testimonianze degli episodi bellici più prossimi a Salò.

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